Sciopero globale delle donne cattoliche
(da Il Sole 24 Ore del 31/03/2024)

Diffondiamo un bell’articolo sullo Sciopero delle donne cattoliche pubblicato su Il Sole 24 Ore, nel quale anche la nostra Presidente, Patrizia Morgante, è stata intervistata.
“Tra le adesioni italiane allo sciopero globale delle donne cattoliche, insieme al podcast partner “Cristianə a chi?”, c’è l’associazione Donne per la Chiesa: nata alla fine del 2017, porta avanti l’obiettivo di rendere la Chiesa «sempre più egualitaria e capace di promuovere la piena dignità e partecipazione di tutte le persone». Come si legge nel loro manifesto – inizialmente condiviso dalla fondatrice Paola Lazzarini attraverso un gruppo Facebook di persone interessate al tema – vediamo che le donne nella comunità esistono nella misura in cui risolvono i problemi dei protagonisti uomini. Tutti uomini. Che si tratti dell’oratorio parrocchiale, di movimenti ecclesiali o di facoltà teologiche, il modello femminile che viene proposto è sempre quello di ‘stampella’ a sostegno delle figure maschili (presbiteri, docenti o mariti)».
A muovere l’associazione è la percezione di un profondo disagio nel vivere la Chiesa così come oggi si propone, con la volontà di cambiarla. «L’associazione è nata da donne normali: alcune di noi sono teologhe, altre sociologhe, altre persone comuni che hanno iniziato a sentire un grosso disagio nella Chiesa. Di esclusione strutturale ma anche linguistica», racconta ad Alley Oop Patrizia Morgante, presidente di Donne per la Chiesa. Dal disagio percepito alla condivisione, per il raggiungimento di un obiettivo che la presidente Morgante individua come comune: «Una Chiesa più aperta, più accogliente, capace di far risaltare meno la normativa e il dogma e più la dimensione evangelica di accoglienza».
L’impatto che si otterrebbe, su diversi ambiti, sarebbe concreto e a beneficio di tante persone. «Penso a tutto quello che riguarda le donne e l’accesso ai ministeri ordinati – afferma Morgante – Ma anche alle comunità Lgbtqia+ che meriterebbero più diritti e attenzione. Ma anche a tutte quelle persone che, per vari motivi, non rientrano nel “box morale” definito dalla Chiesa oggi. Ad esempio chi vive in una famiglia di fatto non riconosciuta, alle donne single, a una famiglia monogenitoriale, ai genitori dello stesso sesso».”