Quaresima 2025: Sciopero delle donne cattoliche di tutto il mondo

In occasione della Quaresima 2025, Donne per la Chiesa aderisce allo Sciopero delle Donne cattoliche promosso dalla Conferenza per l’Ordinazione delle Donne. “Rendiamo la nostra presenza nota, con la nostra assenza”: questo l’obiettivo della campagna. Rendere visibile il nostro contributo, nel momento in cui scegliamo di non svolgerlo per un tempo.
Invitiamo tutte le socie e le donne che lo desiderano a trovare un modo creativo di vivere lo sciopero nella propria realtà locale.
Come Associazione abbiamo scritto una lettera (che trovate qui sotto) in cui spieghiamo le motivazioni per lo sciopero che, alcune di noi, sono state costrette a intraprendere, dolorosamente, da tempo e nell’arco di tutto l’anno.
Vi chiediamo di comunicarci le vostre iniziative, così da poterle condividere e suscitare una riflessione più ampia sul tema.
Per maggiori informazioni sullo sciopero: www.catholicwomenstrike.org/it
Per scaricare il kit per la promozione e adesioni: www.catholicwomenstrike.org/it/toolkit
Tante donne vi “aderiscono” già da tempo: ecco perché
Durante la Quaresima del 2025 la Conferenza per l’Ordinazione delle Donne invita tutte le donne della Chiesa cattolica ad unirsi per lottare contro il sessismo, sottraendo tempo, lavoro e risorse finanziarie alla Chiesa (lo sciopero delle donne cattoliche).
Donne per la Chiesa si unisce all’azione, e, nel rispetto delle storie di tante donne, prende parola per esporre pubblicamente, con vigore e chiarezza, le motivazioni che hanno spinto queste donne, da tempo, ad attuare una sorta di sciopero, o, meglio, un allontanamento, un posizionamento sulla soglia, da quando hanno maturato la consapevolezza della propria dignità non riconosciuta dalla struttura ecclesiale, e sono rimaste di fatto invisibili anche in questo loro allontanamento.
Desideriamo ora far sentire la nostra voce, riaffermando cheabbiamo vissuto quell’allontanamento come una necessità per vivere coerentemente la fede cristiana, e nel contempo come una rinuncia dolorosa: ci siamo sentite espropriate del dono della sororità, della figliolanza, della generatività, e della parolache avremmo voluto non solo ricevere, ma anche donare alla Chiesa.
- Ci siamo dovute allontanare da un luogo divenuto luogo di giudizio e di esclusione, anziché di misericordia e di accoglienza.
- Ci siamo dovute allontanare perché non è stata data la possibilità allo Spirito, che soffia nei cuori di ciascuna e ciascuno, di esprimersi, e, soprattutto, è stato negato l’ascolto che gli spettava.
- Ci siamo dovute allontanare da una Chiesa che spreca i suoi doni continuando a seguire modalità patriarcali, senza il coraggio di confrontarsi con una storia che cambia e si evolve, alla quale potrebbe dire tanto, con le parole della Parola.
- Ci siamo dovute allontanare perché la convocazione alla Cena del Signore è divenuta una rappresentazione in cui alla maggior parte degli invitati viene assegnato il mero ruolo di spettatori.
- Ci siamo dovute allontanare per la modalità degli incontri, in cui l’ultima parola e spesso la sola, è quella del prete, maschio, celibe, il cui percorso formativo spesso ha trascurato l’educazione alle relazioni, soprattutto con le donne.
- In sintesi, abbiamo sentito il bisogno di allontanarci da un contesto che manifesta “una profonda infedeltà al Vangelo”[1].
Con l’adesione a questa proposta, ci sentiamo unite alle donne cattoliche di tutto il mondo, con le quali “crediamo che i tempi siano “maturi” per esigere ciò che è giusto. Invece di aspettare un “sì” papale, noi emettiamo il nostro “no” ai sistemi di misoginia, sessismo e patriarcato che cercano di fermare lo Spirito Santo”[2]. Non ci rassegniamo al silenzio e continueremo a proporre i cambiamenti essenziali che permettono di vivere il Vangelo e trasmetterne lo spirito.
[1] dal “Manifesto” di Donne per la Chiesa
[2] https://www.catholicwomenstrike.org/it